Elemento centrale è la
visita turistica a luoghi, strutture e oggetti che portano alla
conoscenza diretta di quelle che sono le persone, le metodologie,
gli strumenti e i processi delle attività produttive proprie
di un territorio.
Gli ambiti di visita possono spaziare dall’archeologia industriale
ai musei di impresa, dalle visite ad aziende di prodotti e servizi
ai distretti industriali, dai villaggi industriali agli spacci
aziendali.
In Veneto esistono già diverse realtà
che rientrano in questa tipologia di turismo, ad esempio le iniziative
come “Cantine Aperte”, ma anche di varie aziende che
aprono le porte dei propri stabilimenti ai visitatori. Negli altri
paesi europei, soprattutto in Francia, il turismo di impresa vanta
una struttura altamente organizzata e coordinata dal livello locale
– regionale al livello nazionale.
Il turismo di impresa offre diversi vantaggi sia
agli alberghi, perché permette di creare pacchetti innovativi,
attrarre nuovi visitatori e incrementare la durata dei soggiorni
fuori stagione, sia agli imprenditori e alle aziende del territorio
che possono dal canto loro approfittare di un ampliamento dei
propri segmenti di riferimento, aprendosi al mercato turistico
oltre che incrementare i propri profitti in termini economici
e di immagine.
Questo manuale, fornendo un quadro generale, idee
e consigli pratici per realizzare progetti di turismo industriale,
si rivolge dunque a tutti coloro che vogliano cogliere l’opportunità
di trasformare l’impresa in business e nello stesso tempo
valorizzare il territorio.
Renato Bellomi
Presidente PromoVeneto
Vladimiro Riva
Segretario Generale PromoVeneto
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INTRODUZIONE
Vi ricordate quando durante la scuola si
partecipava alle gite turistiche?
I professori sceglievano per noi gli itinerari di visita non solo
in città e musei, ma anche in aziende artigianali, agricole,
presso le redazioni di un giornale o ancora industrie meccaniche,
di automobili e così via. Il tutto per farci conoscere,
apprezzare ed apprendere gli elementi, le caratteristiche e gli
strumenti alla base di un mestiere e di uno stile di vita. Noi
ancora non lo sapevamo, o non ci pensavamo, ma stavamo iniziando
a conoscere una piccola parte di un turismo culturale diverso
dal solito e forse poco conosciuto ai più: il turismo industriale.
Se pensiamo che a Torino il flusso di turisti
attirati dall’evento olimpico sia iniziato in concomitanza
con la cerimonia di inaugurazione ci sbagliamo di grosso, perché
curiosi e appassionati hanno invaso la città piemontese
parecchio tempo prima, già al momento dell’apertura
dei cantieri per la costruzione e l’ammodernamento delle
location destinate ai giochi. Quello che è successo in
questa occasione è un tipico esempio di turismo industriale,
ovvero di turismo indotto in modo diretto o indiretto dall’attività
produttiva nelle sue diverse forme. Non è un caso che abbiamo
incominciato parlando di Torino, perché questa città
è quella che fino ad oggi in Italia ha sfruttato meglio
di tutte le opportunità offerte da questa nuova forma di
turismo; con lo slogan: “Sei un turista pronto ad itinerari
insoliti?”, il capoluogo piemontese apre infatti le porte
alle sue aziende più prestigiose, come la Fiat, oltre che
ai laboratori dei desiger Pininfarina, Giugiaro e Bertone, per
un interessante percorso alla scoperta dei metodi e dei segreti
che portano alla creazione di prodotti di qualità, riconosciuti
in tutto il mondo come “icone” del Made in Italy.
Ma il Piemonte non è l’unica regione
che offre questo tipo di esperienze; attraverso “La via
dell’energia”, la Lombardia ha sfruttato la presenza
delle numerose centrali elettriche per dare ai visitatori interessati
gli spunti storici, architettonici, ambientali e tecnico-scientifici
utili per comprendere l’evoluzione del processo industriale
del suo territorio, abbinando le visite guidate alle centrali,
itinerari storico-artistici, naturalistici ed eno-gastronomici.
Anche in Veneto, in particolare nella provincia
di Vicenza, grazie alla presenza di numerosi distretti produttivi,
si trovano molte testimonianze di aziende che accolgono i visitatori
interessati a conoscere come nasce un determinato prodotto, coinvolgendo
non solo l’aspetto produttivo, ma anche finalità
educative e culturali.
L’esempio più emblematico è
quello delle Distillerie Nardini, che oltre a far “vivere”
un’esperienza a stretto contatto con le tutte le fasi che
portano all’imbottigliamento della grappa, ha commissionato
al famoso architetto Massimiliano Fukas il progetto di due “bolle”
sospese, realizzate con un design futurista in vetro e acciaio,
dove i visitatori possono vedere il laboratorio
di ricerca, oppure partecipare agli incontri culturali e alle
esposizioni artistiche e fotografiche che, periodicamente, vengono
ospitate nell’innovativo auditorium sotterraneo, dotato
delle più moderne tecnologie audio-visuali.
Ma quello della Nardini è solo uno degli esempi. Grazie
all’iniziativa di Vicenza è - il consorzio di promozione
turistica della provincia di Vicenza - si sono succedute nel corso
degli anni diverse iniziative che hanno coinvolto imprese appartenenti
ai diversi comparti produttivi; la prima nel 1993, con “Cantine
aperte”, per proseguire nel 1997 con “Distillerie
Aperte” e “Caseifici Aperti”, nel 2002 con “Salumifici
Aperti” e, infine, “Malghe Aperte”. Oggi la
provincia di Vicenza si propone come provincia-capofila per la
realizzazione di un ampio progetto di turismo legato al mondo
industriale che mira a coinvolgere tutto il territorio italiano,
seguendo l’esempio francese di Découverte Économique,
che ha dato vita ad un ampio database accessibile attraverso il
sito Internet www.decouverte-economique.org, dove il turista interessato
può visionare l’elenco completo di tutte le imprese
diffuse sul territorio nazionale disponibili a mostrare ai visitatori
la loro attività produttiva attraverso visite guidate in
almeno tre lingue straniere, materiali informativi realizzati
ad hoc e l’allestimento di uno “shop”, dove
è possibile acquistare prodotti e souvenir.
Non è raro che le aziende realizzino anche
veri e propri musei, in grado di fondere i concetti di impresa,
di territorio e di cultura, grazie ai quali il visitatore ha la
possibilità di conoscere la storia dei prodotti che ne
hanno decretato il successo nel corso dei decenni e a cui spesso
è stata associata l’immagine stessa dell’Italia
all’estero. Stiamo parlando, ad esempio, del Museo Piaggio
(www.museopiaggio.it), dove tra gli altri sono esposti tutti i
modelli della mitica Vespa e, sempre per restare in tema di due-ruote,
del Museo Guzzi (www.motoguzzi.it), la “memoria storica”
della famosa casa di Mandello sul Lario, che raccoglie una ricchissima
collezione di oltre 150 pezzi tra moto sportive, moto di serie,
prototipi sperimentali e motori, per non parlare del museo della
Ducati (www.ducati.it), dove gli ottant’anni di storia della
rossa bolognese sono raccontati in 7 ampie sale espositive, con
tutti i modelli costruiti e un’ampia galleria fotografica,
visitabili da chiunque ne faccia richiesta.
La stessa iniziativa è stata seguita da altre importanti
aziende, come la Kartell (www.kartell.it), che organizza mostre
fotografiche, esposizioni e workshop in tema di design d’arredo,
la Perugina (www.perugina.it), impegnata a raccontare la sua storia
attraverso l’esposizione di immagini, manifesti, etichette,
vetrofanie e locandine, offre ai visitatori la possibilità
di fare corsi di degustazione di cioccolato, l’Alessi (www.alessi.it),
simbolo per eccellenza degli accessori “di design”
(non solo) per cucina e la Birreria Menabrea (www.birramenabrea.com),
che espone una serie di cimeli storici utilizzati per la produzione,
oltre a un ristorante dove gli ospiti possono degustare le specialità
biellesi ovviamente accompagnate dalla pluridecorata birra.
Ma il concetto di turismo industriale va oltre
e comprende anche l’archeologia industriale, ovvero le testimonianze
della rivoluzione industriale in tutti i suoi aspetti e contenuti:
macchine, edifici, tecnologie, infrastrutture, documenti e archivi
d’impresa; ci riferiamo, ad esempio, al villaggio operaio
della Olivetti, nell’area del Canavese, alle miniere carbonifere
del Sulcis, che rappresentano una zona di grande interesse culturale
in fase di riconversione orientata a cogliere le opportunità
offerte dal turismo, così come sta avvenendo in Germania
nella città di Essen, il cuore della Ruhr, dove i vecchi
altiforni sono stati trasformati in moderne aree espositive e
i vecchi gasometri riportati alla vita come piscine.
Anche il territorio della provincia di Terni è molto ricco
di testimonianze del passato industriale, tanto che il “Centro
di Documentazione sul Patrimonio Industriale” propone al
turista ben nove itinerari tematici, tra i quali: “La fabbrica
e la città di Terni”, “Cultura e condizioni
di vita degli operai a Terni” e “Architettura industriale
e Ville padronali a Terni”.
Non c’è quindi dubbio che le varie
“versioni” di turismo industriale sono a tutti gli
effetti forme di turismo culturale e rappresentano una concreta
opportunità per i nostri alberghi. Includere questo tipo
di offerta all’interno di pacchetti “All-Inclusive”
rappresenta infatti una mossa vincente per arricchire l’esperienza
di vacanza dei nostri ospiti, che sono sempre più desiderosi
di conoscere le peculiarità e la storia del territorio
scelto come meta del viaggio, e nello stesso tempo ci fornisce
l’opportunità di aumentare l’occupazione anche
durante i periodi di bassa stagione, considerando che questa forma
di turismo è assolutamente slegata dalle diverse stagioni
dell’anno.
Oltre che come opportunità di vacanza per il turismo leisure,
il turismo industriale ben si lega anche al segmento business,
in particolare ci consente di formulare innovative proposte all’interno
di proposte meeting e incentive, attraverso il coinvolgimento
delle aziende che hanno spazi adeguati da adibire a location per
situazioni formative, ludiche e di intrattenimento. Studiare offerte
in grado di sfruttare anche questa opportunità non è
difficile, a patto che conosciamo in modo approfondito la realtà
della nostra zona e siamo in grado di stabilire rapporti di collaborazione
con le aziende che vi operano.
È bene chiarire che per il successo di
forme di turismo industriale non sono strettamente necessarie
aziende con nomi altisonanti, come quelle che abbiamo nominato
finora, ma bastano realtà produttive più piccole,
tipiche, a condizione però che i proprietari siano in grado
di accogliere il cliente e coinvolgerlo attivamente nelle attività
che svolgono. Un ruolo fondamentale è rivestito dalle guide,
che in modo simpatico ma allo stesso tempo molto competente, devono
essere in grado di fare da ciceroni e creare la giusta atmosfera
per rendere la visita quanto più suggestiva possibile,
oltre ad un servizio di transfert, organizzato stabilendo degli
orari flessibili che tengano conto delle esigenze dei partecipanti.
È opportuno anche promuovere le visite con materiale informativo
studiato ad hoc, in grado di veicolare correttamente e rendere
accattivante il messaggio. Creare offerte correlate al turismo
industriale aumenta anche la nostra possibilità di rivolgerci
alle scuole per ospitare gli studenti durante i viaggi di istruzione,
rispondendo in modo adeguato alle direttive imposte dal Ministero
della Pubblica Istruzione che prevedono necessariamente finalità
didattiche nei contenuti delle gite. Ma anche in questo caso gli
ingredienti determinanti sono la nostra fantasia e la nostra creatività,
unite alla voglia di cambiamento che l’evoluzione delle
aspettative della domanda rende indispensabile per vincere la
sfida competitiva.
Ecco allora un manuale per tutti coloro
che vogliono raccogliere la sfida di trasformare l’impresa
in un’opportunità di business e nello stesso tempo
valorizzare il territorio. Verranno fornite idee e strumenti di
marketing per accogliere il turista di impresa secondo le diverse
esigenze ed obiettivi degli attori e delle realtà coinvolte.