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I MANUALI DELL'OSPITALITA':

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I MANUALI DELL'OSPITALITA'


18. IL MARKETING DELLE CANTINE
idee per conquistare e ospitare l'enoturista
(2006 - ed. Teamwork con la collaborazione di PromoVeneto) - Euro 16,00










In una regione come il Veneto dove la cultura e la produzione vinicola rappresentano sicuramente un motivo d’orgoglio, non poteva mancare nella collana dei manuali dell’ospitalità un volume dedicato all’accoglienza dell’enoturista.

Le pagine che seguono vogliono offrire agli operatori alcuni consigli e osservazioni per conquistare e consolidare la propria presenza nel mercato del wine tourism.

Questo, infatti, offre notevoli opportunità di sviluppo non solo ai produttori vitivinicoli, interessati a far conoscere e vendere i propri prodotti in modo diretto, ma anche a chi è interessato alla promozione del territorio regionale e dei suoi tesori, cogliendo l’occasione di destagionalizzare il turismo e sviluppare il mercato estero.
L’enoturista, infatti, ha la tendenza a muoversi nei mesi primaverili (da marzo a giugno) e all’inizio dell’autunno (settembre, fino a metà ottobre) alla ricerca dei sapori di una volta e di itinerari interessanti legati alla natura, all’arte, alla tradizione locale. E accanto alle informazioni sulle strade dei vini e su alcune manifestazioni, abbiamo voluto che si prestasse attenzione anche all’enoturista che cerca in albergo, senza andar per cantine, una adeguata accoglienza e servizi di qualità. Un accenno, infine, è dedicato anche alle distillerie.
Anche in questa occasione PromoVeneto si propone di contribuire alla divulgazione dei principi di marketing che stanno alla base del successo delle attività turistiche in cui l’accoglienza e un servizio di qualità sono fattori decisivi per la soddisfazione della clientela e principali discriminanti nella scelta delle destinazioni.

Giuseppe Lorenzini
Presidente PromoVeneto

Vladimiro Riva
Segretario Generale PromoVeneto





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INTRODUZIONE

Un giorno un cavernicolo scoprì per caso che un qualsiasi prodotto zuccherino in condizioni particolari di temperatura e ambiente produceva ALCOL.
Tra vari tentativi decise che l’alcol prodotto dall’uva era di gran lunga il MIGLIORE...
Nacque così la bevanda degli dèi... IL VINO.


Se chiedessimo ad un turista straniero cosa conosce dell’Italia e quali sono i nostri prodotti più apprezzati nel suo paese, certamente indicherebbe la moda, il cibo… e il vino.
La qualità del vino italiano è, infatti, nota e ricercata in tutto il mondo, basti pensare che il 34% della produzione di vino europea e il 21% di quella mondiale è italiana. Un trend positivo quello del consumo di vino, che ultimamente è in crescita anche nel nostro paese. Dopo anni di tendenza al ribasso, i dati di Coldiretti relativi al 2004 indicano un aumento di quasi 8 milioni di bottiglie consumate, per un totale di 1 miliardo di bottiglie vendute, incrementi che non accennano ad arrestarsi.
I fattori determinanti di questo consenso di pubblico sono stati diversi: in primo luogo la ricerca scientifica, che ha dimostrato quanto un consumo moderato e consapevole del vino faccia bene alla salute e costituisca un fattore di prevenzione per numerose patologie. Al focus positivo sul vino operato dai ricercatori si è aggiunta la grande ristorazione italiana nel mondo, che ha contribuito a diffondere e far conoscere le produzioni agroalimentari d’eccellenza del nostro paese. A completare l’opera di enfatizzazione del buon vino è stata poi sicuramente la stampa non specializzata (quotidiani e magazine di attualità), che dalla fine degli anni ’80 ha scritto e comunicato il vino, argomento fino ad allora relegato alle riviste specialistiche. Sicuramente determinante è stato poi l’impegno crescente da parte delle aziende, piccole e grandi cantine, che negli ultimi 15 anni hanno investito ingenti risorse per la qualità, la ricerca e la promozione del vino, accollandosi l’onere di far conoscere al mondo il made in Italy. Non va dimenticata poi l’opera di Slow Food, movimento che raccoglie milioni di cultori dell’eno-gastronomia in tutto il mondo e che ha contribuito e contribuisce a diffondere la conoscenza e l’amore per il vino.
A tutto questo ha fatto da cornice l’intensa attività di promozione e di grandi investimenti sostenuta dalle istituzioni che, approvando alcune leggi specifiche atte a regolamentare ed incentivare il settore agro-alimentare, hanno reso il prodotto vino un rappresentante ufficiale del made in Italy all’estero, una fonte di guadagno per l’intera economia nazionale e uno stimolo per lo sviluppo di altri business collaterali, uno di questi è il turismo.
La Presidenza del Consiglio ha rilevato, in effetti, che vino e cibo sono al primo posto nell’apprezzamento dei visitatori stranieri ed in cima alle classifiche delle motivazioni di viaggio nel nostro paese.
L’Italia è la nazione con il più alto numero di prodotti agricoli ed agroalimentari la cui specificità è stata riconosciuta dall’Unione Europea: 153 prodotti certificati Dop e Igp; 343 vini Doc e 117 Docg, con cui il settore vinicolo italiano contende la leadership alla Francia. Secondo l’Osservatorio internazionale del turismo eno-gastronomico, le specialità eno-gastronomiche rappresentano anche souvenir da portare a casa per i turisti stranieri. Lo shopping eno-gastronomico sembra essere apprezzato, infatti, dal 45% dei turisti provenienti dall’estero, con un picco del 70% tra gli svedesi, seguiti dagli americani con il 58%.
Con il consumo è aumentato costantemente anche l’interesse per tutto quello che il concetto di vino racchiude e trasmette: sapore, qualità, esperienza, territorio. Così, nel gustare un buon bicchiere di vino, la piacevole sensazione che ci avvolge non è sprigionata unicamente dal sapore di uve sapientemente fermentate, ma da quel connubio perfetto che si crea tra esso e le sensazioni, le emozioni, le tradizioni, i paesaggi propri del territorio di produzione.
Attualmente i turisti che frequentano le diverse manifestazioni promotrici dei prodotti tipici nazionali sono circa 4 milioni, ma secondo le stime di più ampio respiro, oltre 10 milioni sono interessati a pacchetti vacanza legati a eventi o soggiorni enoturistici.

L’eno-turismo ha assunto, quindi, particolare rilevanza, soprattutto nel rispondere alle esigenze di un mercato turistico in pieno cambiamento, dal punto di vista dei bisogni e dei motivi di vacanza. Negli ultimi anni, infatti, la scelta di viaggio si è orientata progressivamente verso modalità di soggiorno e prenotazione più agili e studiate su misura, alla ricerca di nuove destinazioni e vacanze attive che si trasformino in vere esperienze.
La riscoperta di stili di vita genuini ed autentici e l’approccio educativo al vino ben si prestano a formule di soggiorno brevi e dagli itinerari personalizzati, tanto che il successo è stato evidente, pari ad un giro d’affari di circa 2,5 miliardi di euro all’anno, con crescite potenziali annue dell’8%.
Visto il ritorno economico per gli operatori del settore, numerose associazioni e manifestazioni (circa 250 eventi l’anno) sono sorte con l’intento di promuovere il consumo del vino, valorizzare il territorio e l’eccellenza dei suoi prodotti e fornire alle aziende vinicole diverse vetrine di prestigio in cui pubblicizzarsi.
Uno stimolo importante in tal senso è arrivato dal Parlamento Italiano nel 1999, che, con l’approvazione della legge quadro 268, ha istituto e regolamentato formalmente le Strade del Vino, un sistema integrato di offerta turistica che si snoda per un intero percorso lungo il quale si collocano luoghi del vino visitabili (vigneti, aziende, cantine) e attività imprenditoriali collegate (ristoranti, alberghi, agriturismi, enoteche, ecc.). Fino ad oggi si contano circa 110 itinerari turistici. (Vedi Appendice).

Visto lo sviluppo del wine tourism, molte aziende agricole hanno tentato di entrare nel business. Investendo parte del proprio fatturato hanno elevato la propria offerta produttiva puntando sul miglioramento delle strutture ricettive e di accoglienza e su momenti di promozione e comunicazione, quali l’organizzazione di concerti, eventi culturali, seminari/workshop sulle tradizioni locali, cucina e degustazione.
Se nel 1993 l’Italia era ancora un paese di cantine chiuse in cui soltanto 25 aziende disponevano di un orario di apertura al pubblico, oggi, invece, grazie a questi interventi e all’azione di enti come Città del Vino e il Movimento del Turismo del Vino, ideatori di celebri iniziative quali “Cantine Aperte”, “Calici di Stelle” e “Benvenuta Vendemmia”, lo scenario è cambiato e continua ad evolversi. Di pari passo è cambiato anche il profilo del classico esploratore di cantine, così come emerge dal sondaggio realizzato da www.winenews.it, uno dei siti d’informazione sul vino più cliccati d’Italia, condotto su 10.550 enonauti. Alla figura “storica” dell’enoturista dei primi anni ’90 progressivamente si sovrappongono almeno due profili distinti – il turista del territorio e il viaggiatore raffinato del gusto - che rappresentano la naturale articolazione rispetto alla differenziazione dell’offerta del cosiddetto turismo del vino, profondamente evoluto e ormai diventato un mercato maturo. I due profili, infatti, esprimono esigenze distinte e corrispondono perfettamente ad una segmentazione di mercato, espressione di forme di offerta diverse. Da una parte il turista del territorio più attento al rapporto qualità/prezzo, figlio dell’attuale enomania, è animato da un fresco interesse per il vino ma anche per la ruralità che lo accompagna, dall’altra il viaggiatore raffinato del gusto, disposto a spendere anche cifre importanti e attentissimo ad ogni minimo dettaglio, perfino il più ricercato. Più esperto del primo è
alla ricerca costante di “un qualcosa in più” e magari è disposto a tagliare sulle sue spese, per non rinunciare ad una mini-vacanza all’insegna del gusto.

La tendenza è evidente: il classico modello sociologico del turista del vino indifferenziato, esclusivamente a caccia di cantine e degustazioni, ma non troppo attento ed esigente rispetto al resto, sembra aver fatto il proprio tempo. Ad oggi, in un mercato turistico così altamente concorrenziale, caratterizzato da consumatori sempre meno fedeli, con richieste e bisogni sempre più esigenti, sono allora l’accoglienza e la qualità del servizio offerte, le principali discriminanti nella scelta delle destinazioni e quindi non vanno assolutamente trascurate, né lasciate all’improvvisazione.
Se già molti dei produttori stanno adeguandosi a queste linee di tendenza, ancora molti vignaioli, per mancanza di conoscenze specifiche in termini legislativi o di marketing territoriale, o per mancanza di un chiaro progetto iniziale, si affidano alla buona sorte agendo con estemporaneità e ottenendo di conseguenza risultati poco soddisfacenti.
Come poter allora accedere e inserire la propria azienda nel business del wine tourism, o, più precisamente, come promuovere e valorizzare la propria cantina rendendola competitiva sul mercato?
Lo scopo di questo manuale, senza la pretesa di essere esaustivo, è proprio quello di fornire a tutte quelle piccole e medie aziende che hanno entusiasmo, voglia di evolversi, ma poche conoscenze o strumenti pratici, alcuni consigli per passare dall’idea astratta alla stesura di un progetto ed alla sua realizzazione.

Per rendere più agile la lettura il manuale è stato diviso schematicamente in 5 parti, che rispecchiano le fasi della progettazione di un piano di marketing per le cantine:

1. IDEARE E COSTRUIRE IL PROGETTO
(Aprire le cantine ai visitatori)
2. LA CANTINA
3. L’ACCOGLIENZA
4. LA DEGUSTAZIONE E LA VENDITA DEL VINO
5. PROMUOVERE LA CANTINA


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INDICE


Premessa - pg. 5

Introduzione - pg. 7

1. Ideare e costruire il progetto - pg. 13
1.1 Costruire lo schema del progetto - pg. 13
1.2 La diagnosi - pg. 15
1.3 La strategia - pg. 18
1.4 Conoscere l'enoturista - pg. 20
1.5 L'offerta turistica - pg. 24
1.6 Il budget - pg. 29
1.7 La tempistica - pg. 29

2. La cantina - pg. 31
2.1 Creare identità - pg. 31
2.2 La struttura e lo stile architettonico - pg. 32
2.3 Arredare e vivere la cantina - pg. 33
2.4 Il percorso di visita - pg. 36
2.5 Wine Hotel - pg. 41

3. L'accoglienza - pg. 43
3.1 Chi accoglie i visitatori? - pg. 44
3.2 Orari di apertura - pg. 45
3.3 La segnaletica - pg. 46
3.4 Accogliere... senza accoglienza - pg. 47
3.5 Accogliere i gruppi - pg. 48
3.6 Il valore dell'accoglienza - pg. 49

4. La degustazione e la vendita del vino - pg. 51
4.1 La degustazione - pg. 51
4.2 Parlare di vino - pg. 53
4.3 La vendita - pg. 60
4.4 Diversificare la vendita: gli accessori - pg. 61
4.5 La spedizione - pg. 62

5. Promuovere la cantina - pg. 63
5.1 L'etichetta - pg. 63
5.2 La bottiglia - pg. 64
5.3 Il packaging - pg. 65
5.4 La manutenzione - pg. 65

5.5 I supporti promozionali - pg. 66
5.5.1 Depliant, brochure, biglietti da visita - pg. 66
5.5.2 Cd e mini-cd - pg. 67
5.5.3 Dossier tecnico - pg. 68
5.5.4 Sito web - pg. 68
5.5.5 Newsletter elettronica - pg. 70
5.5.6 Stampa e guide turistiche ed eno-gastronomiche - pg. 71
5.5.7 Comunicato stampa - pg. 72

5.6 La promozione e gli eventi in cantina - pg. 73
5.6.1 Adotta una vite! - pg. 73
5.6.2 Serate in cantina - pg. 73
5.6.3 Calendario degli eventi - pg. 73

5.7 I circuiti promozionali - pg. 74
5.7.1 Rete di relazioni - pg. 74
5.7.2 Associazioni di categoria - pg. 74
5.7.3 Circuiti eno-gastronomici - pg. 75
5.7.4 Le strade del vino - pg. 75
5.7.5 Le fiere - pg. 75

Appendice - pg. 77

Link sul vino - pg. 81

Bibliografia - pg. 83



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